Cosa vuol dire avere troppi clienti Seo?

By | 2 settembre 2015

Credi di sapere davvero qual è il numero massimo di progetti che riesci a seguire per essere sempre padrone della situazione? In molti casi ciò non accade. Analizziamo il tutto nel dettaglio passo dopo passo.

Tempo addietro ricordo di aver visto un video di Whiteboard Friday molto interessante in cui si chiariva che il modo migliore per definire degli obiettivi commerciali in termini di clienti da ottenere consiste nel partire da un punto fermo. Ossia, qual è il numero massimo di clienti che possiamo gestire con risorse interne e non solo in modo tale da garantire sempre e comunque standard qualitativi soddisfacenti?

Per poter rispondere a questa domanda è opportuno definire in modo preciso quali risorse umane ci servono e quanto tempo è necessario per la gestione media di ciascun progetto. Io ho effettuato quest’analisi per i progetti Seo riportando tutto su base annua. Nel mio caso questa valutazione era più semplice anche perché lavoro da solo e non esistono risorse esterne da considerare in questa prima valutazione. Inoltre, viste e considerate le specificità di ciascun sito Internet oggetto di attività Seo, ho definito un minimo ed un massimo di ore necessarie per la gestione di ciascuno di essi.

Questo primo valore rapportato al numero di ore lavorative medie ha consentito di definire il numero (un range, in realtà) di siti Internet che possono essere oggetto di attività Seo senza che la gestione dello stesso ne risenta. Può sembrare paradossale ma scegliere di rinunciare alla gestione di uno o più siti Internet può portare anche notevoli vantaggi in termini di risultati ottenuti e non solo.

Risultati e soddisfazioni personali

Una scheda cliente completa e dettagliata, ovviamente, contiene tutte informazioni di cui abbiamo bisogno per poter intervenire ove necessario nel migliore dei modi possibili. Ad esempio, l’utilizzo d un file da dedicare alla cronologia delle attività svolte permette di riconoscere il rapporto tra le azioni intraprese ed i risultati ottenuti. Un consulente che segue un minor numero di siti è maggiormente padrone della situazione, ossia, è più consapevole di quello che sta facendo e di come dover procedere per ottenere il risultato auspicato. Per intenderci, è la stessa differenza che esiste tra chi vive in una città da tanto tempo e la conosce come le proprie tasche rispetto a chi usa una cartina o il tomtom per andare da un posto all’altro.

E la soddisfazione personale dove la metti?

Per quanto mi riguarda, questo aspetto va al di là di tutti i i precedenti ed è stato il motivo principale per cui ho analizzato il numero di progetti seguiti in funzione del tempo disponibile. Grazie alle decisioni intraprese (alle volte, anche dolorose) ora sono più padrone della situazione e posso anche avere un contatto più stretto e diretto con il cliente. Per questo motivo consiglierei ad ogni consulente di prendere in seria considerazione questo aspetto relativo alla gestione del lavoro (importante soprattutto per consulenti che lavorano in totale autonomia).

Il fatturato ne risente?

Nel breve periodo, subito dopo aver iniziato a rivedere il proprio modo di lavorare (perché in realtà si tratta anche di quello) potrebbe esservi un alo del fatturato ma nel medio e lungo periodo ritengo che il beneficio si garantito e notevole. A questo aspetto va anche aggiunto che non esistono solo ed esclusivamente che richiedono una gestione su base annuale ma è anche possibile occuparsi di progetti estemporanei che consentono di “riempire” gli spazi che dovessero aprirsi nel tempo. Per risolvere situazioni di questo tipo si può fare riferimento a portali come Freelancer.com di cui spesso parlo sul mio sito, Upwork ed altri ancora.

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