Come ottimizzare titoli e sottotitoli

By | 26 agosto 2015

Questo articolo mira a mettere in evidenza come realizzare titoli e sottotitoli efficaci non sono a livello di testi utilizzati ma anche per quanto riguarda gli aspetti prettamente tecnici.

Come realizzare le intestazioni

Infatti, un buon numero di siti Internet di cui ho curato la strategia Seo presentavano il seguente errore: i testi per titoli e sottotitoli erano corretti; idem dicasi per le dimensioni dei caratteri, però i tag utilizzati erano errati. Invece di utilizzare gli heading da H1 ad H6, nelle ipotesi migliori si usava il grassetto associato al CSS. Il W3C fornisce indicazioni molto utili da questo punto di vista per tutti i webmaster e per chi si occupa di contenuti sul Web.

A mio avviso, l’ideale è partire dalla costruzione di una sorta di mappa concettuale per poi definire la struttura dell’articolo , conseguentemente, come organizzare titoli e sottotitoli. In parole povere, i contenuti vanno organizzati in modo tale da guidare non solo l’utente ma anche il Motore di Ricerca chiarendo con precisione l’importanza delle differenti sezioni dell’articolo.

 Abuso delle keyword in titoli e sottotitoli a scopo Seo

Purtroppo, spesso i Titoli ed i sottotitoli sono abusati a livello Seo per l’importanza che vi dà Google. Il risultato è un testo che non aiuta il navigatore in fase di lettura anche se può portare dei risultati a livello di piazzamenti per specifiche keyword. Tutto sta nello scegliere se il proprio obiettivo è piazzarsi in Top 10 per qualche keyword oppure se incrementare vendite (conversioni in genere) a livello organico. In molti casi, il risultato desiderato è il secondo ma dal punto di vista commerciale la prima soluzione è quella che apporta più beneficio.

Qual è la soluzione giusta? Come procedere?

Immaginiamo di puntare sulla keyword “affitto case”. Se realizzassimo dei titoli basati solo su di essa avremmo dei testi non interessanti anche a livello di Heading e non solo dell’articolo nel suo insieme. Chiaramente, si tratta di un lavoro meno semplice e più articolato ma rappresenta la soluzione ideale a livello commerciale per il cliente. Le keyword su cui lavorare potranno essere tutte quelle concettualmente collegate a quella di nostro interesse e, soprattutto, in linea con la user intent del cliente finale di riferimento.

Al di là di tutti i possibili tool per la scelta delle parole chiave, dobbiamo rispondere alla domanda “quali sono le reali intenzioni del cliente finale? Chi è e cosa cerca?” In questo modo avremo tra le mani tutta una serie di informazioni che consente di realizzare contenuti completi ed accattivanti. Tornando all’esempio della frase chiave “affitto case” potremmo lavorare su keyphrase tipo “differenza costi affitto vendita case”, “affitto case arredate”.

Per esperienza ho verificato che questa soluzione porta un maggior numero di risultati nel breve termine a livello di long tail. Non va affatto scartato il rischio prettamente commerciale poiché non tutti i clienti sono disposti a dare maggior peso al traffico da long tail piuttosto che ai piazzamenti per specifiche parole chiave. Probabilmente, il mercato non è maturo a sufficienza per poter effettuare questo importante passaggio.

 

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