Twago: il portale dei freelance

By | 22 agosto 2011

In altri post ho già messo in evidenza la mia esperienza regressa con portali dedicati a freelancer. Alcuni giorni fa ho avuto il piacere di incontrare un altro player di alto livello che, a mio modesto avviso, si rivelerà molto utile per chi cerca freelancer italiani e non solo. Sto parlando di Twago

Io mi sono già registrato ed ho già effettuato qualche check del servizio offerto prima di realizzare questa recensione.

Principali caratteristiche di Twago

Partiamo da alcune caratteristiche che ho notato e reputo interessanti sia per i freelancer che per i potenziali clienti:

  • il profilo è molto completo
  • Al freelancer è data la possibilità di definire con precisione il proprio portfolio mettendo in evidenza le specifiche di progetti realizzati
  • SafePay consente di pagare l’esperto solo a risultato ottenuto
  • la piattaforma è altamente intuitiva e questo consente al cliente ed al freelancer di gestire il tutto in modo semplice e rapido.

Qualche consiglio pratico per iniziare

  1. Inizia a consultare la pagina Cos’è Twago
  2. Ti consiglio di leggere il Magazine se sei un freelancer In testa, le sezioni Fornitore e Start Up ti aiuteranno a trarre il meglio dal Portale.
  3. Le Faq aiuteranno soprattutto i fornitori a trarre il massimo da Twago. Sei un freelancer? Leggile sempre ;)

Qualche riflessione finale per i freelance

  • Gli articoli pubblicati nel magazine possono aiutarti moltissimo
  • Per esperienza posso assicurare che vincere un progetto non significa fermarsi lì. Molte volte è solo l’inizio di relazioni di lunga durata.
  • E’ fondamentale gestire al meglio i rapporti con i (potenziali) clienti poiché spesso la stessa persona utilizza il portale per progetti differenti. Ergo, fare una buona impressione aiuta sempre.
  • Consiglio di definire con cura i settori di interesse descrivendo con sincerità il proprio grado di conoscenza, per esempio, di HTML, CSS ecc.
  • Per il resto, in bocca al lupo! Un pizzico di fortuna non ha mai fatto male a nessuno.

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25 thoughts on “Twago: il portale dei freelance

  1. Andrea Casalegno

    La piattaforma Twago è totalmente inutile. Non si ottiene alcuna interazione con i potenziali clienti. Quando si richiedono maggiori informazioni nessuno risponde, sebbene si scriva correttamente in inglese e spagnolo.

    Nessun controllo rigoroso sul materiale caricato online, spesso i clienti caricano materiale con informazioni che consentono di risalire direttamente a loro e contattarli in altra sede. Numerosi i freelance che richiedono spudoratamente un contatto diretto con il cliente, senza che vi siano censure da parte degli amministratori.

    Il processo di pubblicazione delle offerte è scarno e rigido, francamente non capisco come il cliente si possa affidare a un’azienda sconosciuta e acquistare un progetto web senza aver potuto comunicare con il creativo. Un sistema sterile e impersonale, forse adatto per un acquisto tradizionale su un sito di e-commerce, ma certamente non adatto a progetti creativi.

    Twago non funziona… Bocciato!

    Reply
    1. Danilo Chiantia Post author

      Ciao Andrea,
      prima di tutto apprezzo il fatto che il commento sia stato lasciato con tanto di nome, url e mail. Un’assunzione di responsabilità che merita di essere messa in evidenza meglio di ogni altra cosa. Il post che ho realizzato non è basato su esperienze personali/dirette come nel caso di freelancer.com (ex getafreelancer.com) ma si tratta di una sorta di news. Le statistiche di Google Analytics mi hanno confermato l’interesse generale in una nuova piattaforma da poter utilizzare per acquisire e gestire clienti anche molto distanti da noi.
      Purtroppo non sono in grado di confermare o negare quanto hai detto per mancanza di esperienza diretta con Twago. Si fosse trattato, ad esempio di Elance o Freelance.com avrei potuto rispondere in modo preciso e puntuale approfittando anche delle tue esperienze per imparare qualcosa di nuovo.
      A prescindere dai problemi che hai avuto, dalla loro entità ecc. direi che nel lavoro con Twago, Freelancer, Elance and Co va messo nel computo un budget iniziale da investire sia dal punto di vista economico che di ore spese in più poiché non si conoscono aspetti come:
      1) tipo di clienti che girano per quel portale
      2) quali frasi convertono di più e meglio per poter ottenere un primo contatto dal cliente
      3) come lavorare sui progetti x, y e z postando i vari bid
      4) Importante: quale range di offerta è più accattivante a seconda del servizio offerto.
      5) Definizione e ridefinizione costante del proprio profilo (cv, background, portfolio ecc.)

      Se preferisci, puoi postare qualche info in più sui progetti per cui hai avuto noie e vediamo insieme se e come procedere per risolvere tutto in casi simili gestiti con Twago e portali dello stesso tipo.

      Ancora mille grazie per il tuo commento,
      Danilo.

      Reply
  2. Mirko D'Isidoro

    Ciao a tutti, aggiungo anche il mio punto di vista su twago.

    Credo che bisogna conoscere bene come funziona il servizio, lavorarci diversi mesi, testarlo per bene, sfruttare tutti i servizi che mette a disposizione, e magari anche provare un servizio premium per un periodo e verificare se ne vale la pena.

    Di sicuro si prendono delle bidonate, molti clienti non rispondono, ma in questo caso meglio così, perchè questo tipo di clienti meglio perderli che trovarli.

    Un vantaggio di usare questo servizio è che anche con la versione gratuita, (perchè ci sono anche abbonamenti a pagamento su twago), si ha una propria scheda personale, dove inserire le proprie competenze ed un lavoro realizzato non tramite twago.

    Gli svantaggi sono anche numerosi, ma se non si prova, sopratutto se si ha competenze di sviluppo/web design che sono le richieste più gettonate ;), come si fa a dire che è una sola?

    Danilo, se qualcuno dei tuoi lettori è interessato, mi sono studiato a fondo twago (diversi mesi), e ne ho redatto una guida esaustiva su come usarlo per sfruttare al meglio e ottenere nuovi clienti, dedicata ai web designer freelance.

    Chi è interessato, può scaricarsela appena la finisco, iscrivendosi su questa pagina:
    http://freelancewebdesigner.it/

    Se avete domande su twago, ne possiamo discutere ancora qui ;).

    Reply
    1. Danilo Chiantia Post author

      Ciao Mirko,
      grazie mille per il commento.

      Anche io da seo ho avuto delle difficoltà nel definire il mio profilo in modo preciso e completo. Con Freelancer.com non ricordo di aver avuto problemi di questo tipo. Idem dicasi per Elance.

      Per quanto riguarda la guida, hai fatto bene a realizzarne una. Spesso si perde molto tempo e budget inutilmente. A mio modesto avviso, servirebbe una guida anche per il cliente. Infatti, i rischi sono davvero tanti.

      Danilo.

      Reply
  3. Giacomo

    Ciao Danilo,
    grazie per la tua condivisione…
    una domanda davvero idiota, scusate, ma per poter utilizzare questi servizi ( Freelance, Elance, Twago, ecc… ) come freelancer devo avere p.iva ?

    Reply
    1. Danilo Chiantia Post author

      Ciao,
      credo che non sia un must avere P.Iva per poter essere iscritti ma per poter lavorare. In passato, si lavorava anche senza p.iva ma ormai te lo chiedono ancor prima di iniziare (i clienti italiani).
      Qualcosa potrebbe essere cambiato rispetto a quando usavo Freelancer ed Elance con regolarità. Ergo, meglio verificare ;)

      Reply
  4. alessio

    Twago è stato creato esclusivamente per fregare i soldi ai freelance, la qualità dei freelancer è pessima (all’italiana).

    Provato per alcuni mesi, sconsigliato a chi veramente sa lavorare.

    Reply
  5. Danilo Chiantia Post author

    Ciao Alessio,
    grazie per il tuo commento. Da cosa dipende questo tuo feedback tutto negativo? Brutte esperienze? Puoi raccontarci la tua storia in modo tale da chiarire meglio il tuo punto di vista, per favore?

    Il rischio in feedback di questo tipo è di dare l’idea di chi parla male di portali come Elance, Frencer.com ecc. perché ha paura che gli tolgano clienti potenziali interessati a servizi a più basso costo. Sono certo che questo non è il tuo caso e proprio per questo ti chiedo di raccontare un po’ di quello che c’è dietro questo feedback.

    Considera che molti come me non hanno ancora testato Twago e qualche informazione in più può solo essere d’aiuto.

    Grazie,
    Danilo.

    Reply
  6. Armando Musto

    Ciao Danilo
    mi associo completamente ai post di coloro che reputano Twago “inutile”, al limite della truffa.
    In effetti lo è se messo in relazione ad altri siti del genere tipo Freelancer.com.
    Il numero di nuovi progetti iniseriti mensilmente è semplicemente ridicolo. Sono un ingegnere informatico con esperienza di sviluppo di applicazioni sia stand lone sia web e vi posso garantire che per il mio profilo mi vengono notificati al max 8/10 nuove richieste al mese, mentre su Freelancer siamo nell’ordine di 150/200 al “giorno”. Perche dovrei pagare minimo 10€/mese per poter fare al massimo 7 offerte con budget limitato fino a 3000€? Dovrebbero essere loro a pagare noi perchè gli abbiamo fornito i nostri dati….
    Lavoro su Freelancer.com da oltre un anno con molta soddisfazione, ho effettuato anche l’upgrade del mio profilo perchè ne vale veramente la pena, anche se molti progetti sono fake la mole di richieste inserita è spaventosa e il mercato a cui si rivolge è veramente globale. Anche con il profilo free su Freelancer si ricevono le stesse identiche notifiche, la limitazione è solo nel numero di offerte che se non sbaglio è 20, mentre per Twago è 2!!! Davvero ridicoli, mi piacerebbe conoscere quanti sono i freelancer paganti su Twago.
    Twago può andare bene per qualche sfigato che non conosce l’inglese poichè è localizzato anche in italiano.

    Saluti

    Reply
    1. Danilo Chiantia Post author

      Ciao Armando,
      in effetti, dopo un test più approfondito sono giunto alle stesse conclusioni. Peraltro, da qualche tempo ho ripreso Freelancer ed ho notato dei miglioramenti a livello di gestione del profilo personale/professionale che ora è più chiaro ed approfondito. Infatti, il curriculum vitae online si gestisce molto meglio.
      La limitazione di 20 offerte cui fai riferimento per Freelancer.com è corretta.

      Permetti solo di aggiungere qualcosache possa aiutarti anche per lavorare su altri portali simili a Freelancer (che ti piacciano, ovvio).

      • Alle volte il numero di oferte che arriva via mail è collegato alle categorie selezionate
      • Prova ad iniziare a lavorae su nuovi portali selezionando categorie anche border line (se non hai limitazioni numeriche in tal senso).
      • In seguito potrai eliminare quelle che non ti interessano lasciando solo quelle che generano offerte realmente pertinenti
      • Anche su Freelancer.com ho verificato che annunci di mio interesse sono presenti nella categoria non corretta al 100%. Ad esempio, offerte sul Seo (Search Engine Optimization) erano presenti in Link popularity

      Infine, mi farebbe davvero piacere se condividessi le strategie che applichi per vincere su Freelancer.com

      Successo,
      Danilo.

      Reply
  7. Carmelo

    A parte quanto scritto in precedenza da altri che condivido, diciamo che è abissale la differenza numerica tra domanda e offerta
    162.763 esperti
    15.495 progetti

    Reply
    1. Danilo Chiantia Post author

      Ciao Carmelo,
      grazie mille per aver messo in evidenza qualche dato che, a mio modesto avviso, vale più di ogni altra cosa. A tal proposito che che si possa dire quanto segue:
      * Il numero di consulenti che utilizzano portali tipo Twago, Elance, Freelancer ecc. è in costante crescita.
      * Le mie esperienze personali sullo stesso Freelancer mi portano a considerare che il numero di progetti è diminuito rispetto a qualche anno fa. E’ un impressione, ovvio, ma credo che anche la qualità delle richieste stesse sia scesa.

      Danilo.

      Reply
  8. Carmelo

    Allora diciamo che Twago.it non è che sia un male che ci sia, io ho acquisito 4-5 clienti! ma avere solo 2 offerte a disposizione (prima erano 5 gratis) è troppo riduttivo, considerando che il 90% di chi posta un progetto, alla fine non sceglie nessuno… questo perchè viene quai “obbligato” a postare un progetto!
    se noti le categorie in evidenza sono =
    programmatori designer – traduttori – scrittori – esperti marketing
    solo cliccando su questi link si notano i profili degli iscritti (fornitori)

    su 4 categorie al 1° posto c’è un fornitore con un fatturato di = 46.122,50
    questo è un dato fasullo dalla A alla Z se si và a indagare nei feedback del fornitore ha realizzato un progetto da: 44.412,50 EUR in sole 24 ore!
    10-lug-2012 – 11-lug-2012 c’è un progetto “non pubblico” dal nome: YouDroop

    come ha fatto questo fornitore ? nulla di speciale! Ha aperto un progetto con quel nome, ha versato 45.000 €uro, essendo un utente VIP da 199 €uro mensili, ha pagato solo 1% di provvigione (circa 450 euro + iva) e ha pagato a se stesso il resto di = 44.412 €uro!

    A questo punto risulta al 1° posto in tutte le varie sezioni di Twago.

    Perchè succede questo ?? La richiesta è talmente ridotta rispetto all’offerta (1/10) che gli utenti si devono inventare false recensioni e progetti, per di riuscire a trovare clienti.

    Di tutto ciò Twago non se ne frega nulla, importante che qualcuno paghi per ottenere visibilità sulla piattaforma… i soldi entrano dai freelancer sugli abbonamenti e non dai progetti online!

    Questo è Twago e può anche spendere milioni di euro in pubblicità, alla fine manca la sostanza, cioè un numero sufficienti di clienti veri, perche al 90% i clienti sono gli stessi freelancer!

    Reply
    1. Danilo Chiantia Post author

      Ciao Carmelo,
      credo che il tuo ragionamento fili liscio come l’olio.

      Per quanto riguarda la gestione di twago di progetti, recensioni ecc. io non metterei da parte il fatto che anche il controllo di altri competitor è relativo e spesso è collegato all’utilizzo di mail o messanger per bypassare la piattaforma in uso.

      Le offerte gratis a disposizione mi sembrano poche. Anche Elance, se non vado errato, ha un limite basso in tal senso. Freelancer.com, invece, ha un limite più alto ma, ad onor del vero, per lo meno per quel che riguarda il mio settore seo e web marketing, ti ritrovi in mezzo ad un mare di gente che approfitta delmite alto per fare spam.

      Questo non consente di avere un contatto più stretto con il cliente potenziale e spesso “il primo che arriva meglio alloggia”. A tutto questo devi aggiungere il fatto che su Freelancer.com hanno creato un meccanismo tale che tende a mettere sempre più in evidenza chi ha più punti tra feedback ecc. mettendo da parte gli outsider.

      Qualche indicazione che vorrei condividere con te:
      1) il numero di portali dedicato a freelancer e fornitori è cresciuto rispetto al passato. Fatti una lista completa e testali tutti in funzione del tuo settore d’elezione.
      2) Come consigliato da Freelancer.com stesso, individua un settore ben preciso in cui operare e verifica cosa ti possono offrire i portali per freelancer in tal senso.
      3) Non dimenticare di definire l’area geografica di tuo interesse. Ossia, il tuo cliente tipo deve essere solo italiano oppure no? In questo modo definirai meglio la lista di portali ed il raggio d’azione.
      4) Un mio errore… Fati mandare via mail solo ed esclusivamente le introduzioni degli annunci che ti interessano. In pratica, non rischiare d avere il tuo programma di posta pieno di roba solo per avere l’idea di avere qualche possibilità di lavoro in più.
      5) Quinto? Beh, se ti incazzi chi ti sta vicino come cliente o partner lo sente. Per questo, sfrutta al massimo tutto quello che sai su ciascun portale e scopri come ti può essere utile per acquisire nuovi clienti ottkmizzando i tempi.

      Successo,
      Danilo.

      Reply
  9. Carmelo

    Ciao Danilo… a distanza di un pò di tempo, non posso evitare di dire “ESATTAMENTE” come la penso (e non sono l’unico) questa di Twago è essenzialmente una fregatura per molti iscritti… a conferma di ciò ti dò un news!
    Mi ha telefonato una dipendente Twago del gentil sesso (numero di cellulare privato) mi ha tenuto 1/2 ora al telefono, per convincermi a fare un upgrade (ossia un’iscrizione a pagamento mensile). Questo fatto cosa ti dice ? Una piattaforma internet, che deve ricorrere al tele-marketing per acquisire clienti… solo che i clienti sono i freelance iscritti, non chi pubblica un progetto.

    Reply
    1. Danilo Chiantia Post author

      Ciao Carmelo,
      grazie mille per la news che hai scelto di condividere con me e con tutti i lettori del blog. La tua riflessione è molto interessante. Mi permetto di aggiungere alcuni punti di riflessione:
      1) Se io ho un sito e devo ricorrere al telemarketing per accrescere i tassi di conversione vuol dire che l’offerta presente nel sito stesso non ha appeal… non converte al meglio.
      2) Appena hai parlato di telemarketing mi sono chiesto “ma quanti iscritti hanno per potersi permettere un investimento del genere? Non converrebbe di più una newsletter dedicata ad una certa fascia di iscritti, promo via facebook/twitter ecc. ed altre soluzioni virali in grado di convertire al meglio ad un più basso costo per conversione?”

      L’altra mattina riflettevo su un possibile post da scrivere su siti tipo Twago. Pensavo a qualche dritta in più:
      a) Meglio non puntare solo ed esclusivamente sui portali più noti. Io definirei una lista lunga in cui cercare il portale che offre opportunità di lavoro per il mio settore ma con basso grado di concorrenza. In questo modo, potrei far crescere la mia autorità nel portale mese dopo mese nel mio settore d’elezione.
      b) Sfruttare opzioni che consentono di mettere in evidenzai propri bid a patto che il costo per conversione sia ragionevole.
      c) definire sempre un profilo completo con tutti i dati che consentono di ottenere contatti di lavoro con cui possiamo lavorare al meglio.
      d) farsi inviare le mail con la raccolta delle offerte di lavoro del nostro settore in orari ben precisi e non di continuo. Ossia, decidendo di ricevere le newsletter informative una o due volte al giorno, possiamo poi decidere di dedicarci ai bid in un momento preciso della giornata senza “stoppare” di continuo le attività principali con conseguente calo d’attenzione.
      e) Un errore che credo di aver commesso in passato: molto meglio investire nella realizzazione del sito personale (con portfolio ecc.) in inglese oltre alla versione completa in lingua italiana. Il supporto dfi un traduttore competente consentirà di migliorare la propria immagine online.

      Succeso,
      Danilo.

      Reply
  10. Carmelo

    In linea di base sono daccordo tutti cio che hai scritto andrebbe seguito alla lettera!
    Sembra un piccolo manuale, ma che va accompagnato da esempi pratici…
    In questo lavoro di freelance, la comunicazione con il potenziale Cliente e’ fondamentale (il cliente vuole capire chi c’e dall’altra parte e viceversa) spesso il cliente non fa scelte razionali, specialmente se parliamo di SEO, quello che si crea e’ un rapporto di fiducia.

    Naturalmente se uno non ha esperienza, tranquillo che il cliente lo percepisce, ormai e’ finita l’era di internet quando con qualche effetto speciale o spot si riesce a catturare clienti… se io scrivo una cazzata oggi nell’era dell’informazione a 360 gradi tu (cliente) riesci a smentirmi in 5 minuti.

    Io ho un approccio molto pratico e diretto, cioe’ preferisco dire: questo funziona e quest’altro non funziona, perche’ l’ho testato e quindi non mi baso su voci di corridoio… In questo caso posso dire con assoluta certezza che Twago non funziona! Stop

    Adesso puoi anche rispondermi con una serie di cose diverse (valide sicuramente in generale) ma non nel caso specifico di Twago… io ho acquisito dei clienti tramite questa piattaforma, non dovrei parlarne male… Tuttavia la comunicazione con i clienti non e’ stata facile, perche’ troppo impersonale e anonima.

    Twago non e’ una start-up ma e’ un flop! Per i motivi che puoi intuire molto facilmente… Per cui e’ inutile girarci intorno, non funziona perche’ il livello di comunicazione = fornitore > cliente resta anonimo! (fino a quando non ho inviato la mia offerta, ma per fare un offerta io ho bisogno di sapere chi e’ cliente, cioe’ il sito internet nel mio caso, altrimenti come posso fare un preventivo, con tempi di lavorazione e risultati, non sapendo nulla a riguardo).

    Reply
    1. Danilo Chiantia Post author

      Ciao Carmelo ed ancora grazie per il tuo commento. E’ un piacere poter scambiare opinioni su portali come Twago con chi si occupa di Seo come me. Provo a rispondere punto per punto sperando di non tralasciare niente.

      Per quanto riguarda l’impostazione da manuale (stile how to) in effetti punto molto su questo in modo tale da rendere utili post e commenti. Mi piace poi condividere non solo errori ma anche punti di vista su esperienze personali ecc. Per questa ragione, rimanendo in tema, pensavo di buttar giù una guida dedicata a chi vuol lavorare tramite i portali. Devo solo ritagliarmi un po’ di spazio nelle giornate lavorative piene di impegni.

      Un’attività tipo la nostra (SEO) non è favorita sempre dall’utilizzo di portali per il contatto con il cliente. Spesso, mi sono visto costretto a non fare alcun offerta su progetti con descrizione incompleta. Pensa che di recente un buyer su Freelancer aveva pubblicato solo un Url come descrizione del progetto. Ne approfitto, pertanto, per consigliare di filtrare con molta attenzione i progetti su cui fare il proprio bid. A mio modesto affiso è molto meglio concentrare la propria attenzione su un minor numero di progetti invece di dedicare molto (forse troppo?) tempo lasciando l’offerta su più progetti.
      Se mi concentro su pochi progetti posso personalizzare meglio i messaggi ottenendo tassi di conversione più elevati.

      Su Twago ho effettuato un test “minimo” registrandomi ma mai partecipando attivamente. La mia conoscenza di Twago è molto meno pratica rispetto ad Elance che ho usato in pssato o a Freelancer.com di cui conosco molti aspetti. Pertanto, ti invito ad attribuire il giusto peso ad ogni mia considerazione su Twago.

      Se pensi che il portale in questione non sia adatto a te per i motivi più svariati non te la prendere e testane altri. Ognuno di sicuro ha delle pecche ma sono certo che troverai quello che ti consente di esprimerti al meglio delle tue potenzialità a vantaggio del rapporto cliente – consulente.

      Reply
  11. Luciano64

    Ho avuto un’esperienza molto negativa anche io.
    Concordo con chi ritiene ‘Twago’ completamente inutile.
    Saluti ‘Toscani’.
    Luciano.

    Reply
  12. ImpronteDigitali

    Permettetemi di dire due cosette su Twago.
    Mi sono iscritta un paio di anni fa, forse era appena uscito ma sinceramente non ricordo. Ci sono limitazioni con l’account free, e passi. Ci sono limitazioni nel mettere il proprio portfolio, e passi. Ci sono limitazioni nelle offerte in cui candidarsi, e passi.
    Però poi inizio a sentirmi presa un po’ per il cu|°, passatemi il francesismo:
    – PONGO UNA DOMANDA AL CLIENTE: Non risponde mai, nessun ammonimento da parte di Twago
    – MI CANDIDO ALLE 2 OFFERTE DISPONIBILI: Il cliente sparisce nel nulla, nessuna vigilanza da parte di Twago
    – METTO UN NUOVO ELEMENTO NEL CV: Mi trae in inganno un pulsante che cerca di addebitarmi 39€ per la referenza! Questo è ingannevole!
    – FACCIO UNA DOMANDA SOTTO UN PROGETTO: Twago mi manda una mail con un sottile ricatto “il cliente vorrebbe contattarti, ma non hai account vip o premium”. Ah ma pensa te, vado a vedere e sono 95 euro al mese, minimo per poter far avere almeno il mio contatto al cliente. E se poi non fosse vero che il cliente mi ha contattata? Che garanzie ho? Mi sembra un metodo abbastanza truffaldino! E anche un po’ subdolo… ma sorvoliamo.

    In poche parole: o paghi o non hai nulla, nè la possibilità di seguire progetti, nè di avere un minimo di visibilità.

    Twago è perfetto per le grosse aziende che investono due spiccioli e fanno piovere sul bagnato, non per i “piccoli” imprenditori che hanno veramente bisogno di questi servizi.

    ma si sa, il business è business…

    Reply
    1. Danilo Chiantia Post author

      Ciao,
      ho letto con interesse il tuo commento. Prima di tutto ti ringrazio per aver partecipato alla discussione.

      Comprendo la tua rabbia anche perché è capitato anche a me, non di rado, di avere noie con portali tipo Twago, Elance o Frelancer (i problemi più disparati che avrebbero potuto risolvere in pochissimo tempo solo volendolo e con un pizzico di efficienza in più). In questo caso credo che si debba puntare soprattutto a trovre una sorta di soluzione/compromesso in modo tale che tu possa promuoverti attraverso Twago & co. senza avere danni inutili.

      Tutto quello che dici sull’inganno sottile, l’invito forzato a passare a formule a pagamento ecc. è tutto vero. Ricordo che in passato feci un test su Twago in modo tale da non rimanere legato solo a Freelancer.com (ormai maturo nel mio settore) ma fu una delusione.

      Punto uno: il cliente non risponde. E’ importante conoscere a fondo il regolamento di ogni portale. Spesso situazioni di questo tipo si risolvono in più passaggi. Il portale prima chiede che il “ritardatario” venga invitato in modo bonario a rispondere via mail. Poi, se questa prima fase ha esito negativo, il freelancer/provider può contattare il portale segnalando esplicitamente la cosa.

      A tal proposito, permettimi di condividere un errore commesso nel tempo con Freelancer. Una volta vinto un progetto tu puoi comunicare con il provider via mail o attraverso una serie di messaggi in privato. Se possibile, prediligi la seconda opzione che consente di gestire in modo più semplice e rapido ogni eventuale contestazione.

      Ho controllato i prezzi di Twago su http://www.twago.it/pricing verificando che non esistono solo le due opzioni cui fai riferimento (gratuito e 95 euro al mese). Di certo, avere un link verso il proprio sito aziendale semplifica di molto le cose. Casi come questi sono piuttosto frequenti e sono bypassabili realizzando una presentazione in pdf da poter allegare come presentazione aziendale ma senza inserirvi link personali o contatti come mail ecc.

      Infine, detto molto esplicitamente e serenamente, purtroppo va messo nel computo che la ricerca dei canali tramite i quali acquisire clienti ogni tanto ci faccia fare spiacevoli incontri.

      Perdonami ma devo dissentire quando dici “ma si sa, il business è business…”. Io preferisco “ma si sa, c’è business e business…”. La differenza è solo apparentemente sottile.

      Felicità e successo!

      Reply
  13. mgc473

    Credo anch’io che Twago sia una fregatura: per il tuo Portfolio è necessario che loro verifichino i tuoi progetti realizzati ed ogni progetto costa 6,59 (non ricordo esattamente la cifra) e quindi già scrivere il proprio curriculum è molto costoso !!!

    Reply
  14. loredana

    Ciao, mi sono iscritta a twago sceglindo l’abbonamento di prova. mi è poco dopo arrivata un’offerta in casella di posta che sembrava molto allettante e tagliata su misura, anche se vaghissima. La cifra offerta è esagerata 1500-3000 euro, ed è giusto al di sopra di quello a cui posso accedere con il mio abbonamento quindi mi è stato chiesto un upgrade all’abbonamento medium, che sarebbe di 9 euro al mese ma che diventa 29,79 più 0,80 di fee più 5,80 di iva. Totale 36.30
    Ho scrito a twago che mi ha risposto che non possono essere sicuri al 100% delle loro offerte. Mi puzza tanto di fregatura.

    Reply
    1. Danilo Chiantia Post author

      Ciao Loredana,
      ti posso assicurare che problemi di questo tipo sono piuttosto frequenti su portali dedicati ai Freelancer/provider. Infatti, credo che la gestione del lavoro sia fondamentale per lavorare al meglio ottimizzando i costi. Io ho avuto problemi dello stesso tipo anche su portali differenti. Le sole sono sempre dietro l’angolo. Però, devo ammettere che il vantaggio di altri player è che ti consentono di gestire molte più richieste a parità di tempo e, quindi, si impara nettamente prima.
      Altro punto. Hai fatto bene a fare il calcolo complessivo dei costi donde evitare di guadagnare poco o nulla. In alternativa molto meglio utilizzare risorse free sempre più disponibili e/o realizzare dei progetti per associazioni no profit. In questo modo il portfolio cresce e si qualifica allo stesso tempo.
      Felicità e successo,
      Danilo.

      Reply
  15. Emanuele Vedova

    Sono iscritto a Twago da diverso tempo, ma posso dire che più che altro viene visto come un portale di ricerca personale o peggio un posto dove chi posta il progetto impone cifre ridicole per progetti da decine di migliaia di euro… Come si dice, lo scherzo è bello finchè dura poco.

    Reply

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