Cosa sono i weblog ed i b-blog?
Con una traduzione letterale potremmo dire che i weblogs sono dei “diari di bordo”. In effetti, sono dei veri e propri diari online in cui i responsabili degli stessi inseriscono considerazioni e pensieri di ogni genere.
I blogs, questa e’ l’abbreviazione del termine weblogs precedentemente usato, sono molto diffusi sulla Rete e in molti casi si possono ottenere gratuitamente scegliendo poi tra piu’ modelli quello da applicare al proprio blog. Chi vi parla, per esempio ne gestisce due e non ha mai speso un centesimo.
I b-blogs sono una categoria specifica di blogs. La “b” sta per business. In questo caso il blog viene associato ad un sito web a carattere commerciale. In questo modo si aumentano i canali di comunicazione con il proprio target, aumenta la propria presenza in Rete e si possono comunicare piu’ rapidamente delle novita’ sui propri prodotti al proprio target.
Potremmo anche costruirci un blog con l’aiuto di un web designer ma se non ne avessimo voglia potremmo rivolgerci a dei siti tramite i quali costruirci quanti blogs vogliamo in pochi minuti tramite dei modelli in Rete.
Luisa Carrada (www.mestierediscrivere.com ) consiglia di rivolgersi ai seguenti:
* Blogger (www.blogger.com )
* Splinder (www.splinder.it)
Oltre questi due servizi gratuiti sappiate che online sono disponibili molti altri siti grazie
ai quali poter creare un proprio blog per poter comunicare con gli altri, lasciando il proprio indirizzo e-mail visibile, impostando dello scambio link per il ranking (posizionamento) del sito stesso ed altro ancora. Insomma, potete sbizzarrirvi nel Web senza dover usare programmi particolari oltre il browser che gia’ usate per navigare
in Internet.
Il motivo della diffusione dei blogs sta probabilmente nel fatto che permettono di far avvicinare del pubblico che non si sarebbe interessato ad altri servizi. Basti pensare ai weblogs offerti da Aruba (www.aruba.it ).
Nel caso in cui aveste bisogno di un weblog per motivi commerciali e’ consigliabile
che vi procuriate un dominio a pagamento e NON gratuito poiche’ correreste un serio pericolo di essere oggetto di attacchi da parte di spammers. Nell’ipotesi in cui costoro fossero statunitensi, si avrebbero difficolta’ legali nel risistemare tutto e sarebbe anche difficile seguire una pratica a livello internazionale.
Si risparmiano molte noie spendendo (investendo…) qualcosina all’anno. Non vi pare?
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Usabilita’: a cosa serve
Da un punto di vista classico, l’analisi di usabilita’ di un sito Web prevede lo studio di molti aspetti tecnici: si verifica che il sito sia compatibile con i vari browser in tutte le versioni possibili e immaginabili ma un approccio piu’ umanistico cambia tutto.
Pur essendo vero che sono i browser a dover “usare” il sito, e’ anche vero che e’ l’utente (l’uomo) che effettua tutte le regolazioni che reputa opportune alla macchina. Ossia, il prodotto che i Web designer realizzano dovrebbero essere molto piu’ “human
oriented“.
In commercio esistono molti testi sull’usabilita’ e online e’ possibile trovare link e newsletter, prima fra tutte quella di J. Nielsen L’aspetto fondamentale che dovrebbe curare chi si avvicina all’usabilita’ come web designer, per passione o, come chi scrive, per occuparsene in modo diretto, e’ quello di cercare di mettersi nei panni del potenziale utente quanto piu’ possibile.
I risultati migliori si ottengono con dei test sul campo ma molte ditte che non vogliono investire sul Web non vorranno riversare delle proprie risorse di tempo e denaro in test di prototipi su carta o rispondere ad interviste. Le PMI italiane non sono ancora aperte a queste nuove realta’ in modo completo, ci vorra’ del tempo ma siamo sulla strada giusta.
J. Nielsen in un suo articolo parla di come si puo’ eseguire un’analisi di usabilita’ per un prezzo di circa duecento dollari in poco tempo. Una risposta interessante per un mercato in cui c’e’ poca richiesta o la richiesta deve ancora maturare. Non vi pare?
Un modo per imparare a migliorare l’usabilita’ di un sito e’ quello di imparare a riflettere. Come? Leggendo, leggendo, leggendo…
I primi tempi e’ difficile ma poi diventa piu’ semplice perche’ si acquisisce padronanza con il ragionamento seguito da chi si occupa di analisi di usabilita’.
Oltre la newsletter di J. Nielsen di cui ho parlato sopra esistono altri link di riferimento, ognuno interessante per un motivo particolare: Usabile.it
Sito in italiano con articoli e altro materiale su usabilita’ e accessibilita’. Da ammirare per la cura prestata alla ricerca della semplicita’ badando maggiormente ai contenuti.
Webusabile.it
Sito in italiano con approfondimenti ed un interessante newsletter. E’ un riferimento di carattere prettamente tecnico la cui lettura e’ forse preferibile per chi ha gia’ delle nozioni di base. In successivi articoli sullo stesso argomento si potra’ scendere piu’ nel dettaglio affrontando i vari aspetti dell’analisi di usabilita’ effettuata da un esperto di Web marketing.
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Scelta del nome a dominio
Il miglior nome per il vostro sito
Quanti di voi sono gia’ diventati genitori non
potranno fare a meno di ammettere forse che tra
le prime cose che si decidono in merito ad un
figlio c’e’ proprio il nome.
Quando si tratta di un progetto web bisogna subito
fare una distinzione tra chi ha gia’ un’attivita’
off line e vuole riportarla in Rete e chi vuol
iniziare dal nulla facendosi conoscere dai navigatori.
Per quanto riguarda il primo gruppo, e’ consigliabile
mantenere lo stesso nome sia per l’attivita’
online che per quella off line in modo tale che
una sia il supporto dell’altra e viceversa. Peraltro,
la notorieta’ dell’attivita’ off line puo’ gia’
garantire una certa dose di traffico iniziale.
Si badi bene in proposito che non bisogna aspettarsi
che i navigatori effettuino le ricerche nei Motori
di Ricerca o nelle Directories impostando il
nome della ditta cercata. Si utilizzano quasi
sempre nomi generici tipo “scarpe ginnastica” ed
altri. Fanno eccezione riferimenti a marche molto
note a livello internazionale e nazionale ma
questo caso deve quasi sempre essere escluso
dalla nostra portata.
Cio’ significa che dovremo sempre e comunque
ottimizzare il nostro sito per le parole e frasi
chiave d’interesse con l’aiuto di un consulente
web marketing in modo tale da non commettere
errori che ci costerebbero caro. Sto parlando
del cosiddetto spamdexing che spesso porta i
Motori di Ricerca ad intervenire cancellandoci
dal proprio data base o facendoci scendere nella
propria graduatoria e quindi allontanandoci dai
nostri potenziali clienti.
Chi non ha gia’ un’attivita’ off line potrebbe
teoricamente sbizzarrirsi ma e’ meglio che non
lo faccia. Perche’? Perche’ anche con il nome
dovremmo fare in modo tale da poter colpire l’attenzione
del cliente, rimanere impressi nella sua mente,
metterlo in condizioni tali di ricordarsi di
noi e di ricontattarci.
Immaginate di voler colpire un’utenza prettamente
italiana attribuendo un nome arabo al vostro
sito, con pronuncia difficoltosa. Chi si ricordera’
di voi? Chi riuscira’ a ricontattarvi? E cosa
fare poi con chi usa trattini vari nel mezzo
del nome? Provate a leggere questi due: danilo-chiantia
e danilochiantia.
Pronunciati nello stesso modo ma con un trattino
in mezzo che puo’ essere benissimo dimenticato.
E i numeri? Provate ancora a leggere questo:
1pertutti e unopertutti. Nella lettura e’ cambiato
qualcosa? Eppure nel testo si’. Sono fattori
su cui riflettere perche’ il navigatore dovra’ “scrivere” per
poterci contattare.
Riflettete!
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Internet e’ molto meno virtuale di quello che crediamo
In linea di massima la gente tende a porre una
netta linea di divisione tra tutto quello che
riguarda il Web (il virtuale) ed il resto (il
reale).
Questo modo di vedere le cose, soprattutto se
dovete gestire un’attivita’ e-commerce,
vi potrebbe creare grossi problemi poiche’ parte
dal presupposto errato che non esista un responsabile
di un sito.
Cosi’ come esistono dei clienti che comprano
online, ci sono anche dei soggetti che sono (devono
essere) responsabili di quanto accade ai propri
clienti, devono esserne il riferimento potendo
essere contattati tramite e-mail, telefono, chat
o nei modi che preferiscono.
Il Customer Relationship Management (Gestione
delle relazioni con i clienti ) insegna come
gestire i rapporti online, prestando attenzione
a fattori precedentemente trascurati poiche’ offline
i livelli comunicativi sono diversi. Il fatto
stesso di essere faccia a faccia porta l’acquirente
ed il venditore a comportarsi in modo completamente
diverso rispetto a quanto accade online.
Effettuando delle ricerche di Web Marketing
si e’ notato che un fattore fondamentale
e’, pertanto, rappresentato dalla personalizzazione
dell’offerta commerciale. Non a caso si
sente anche parlare di “geomarketing”,
ossia del marketing adattato alle esigenze di
un certo territorio.
I responsabili di siti di e-commerce di nicchia
possono permettersi anche qualcosa in piu’:
il one-to-one marketing, ossia il marketing adattato
alle esigenze di ogni cliente. Avendo una potenzialita’ del
genere, non sfruttare questa fortuna potrebbe
essere un errore poiche’ il one-to-one
marketing sarebbe il primo passo per l’espansione
del proprio business online.
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Le nicche: una risorsa poco sfruttata
Una volta individuata la nicchia di nostro interesse, dipenderà dalle nostre capacità saperne sfruttare le risorse al cento per cento delle proprie potenzialità. Il miglior modo per rassicurare tutti sarebbe quello di dire che esistono delle soluzioni standard per far sì che il proprio progetto sia vincente in Rete. Purtroppo non è così. Nell’impostazione di un progetto, esistono, però, degli errori che non andrebbero commessi per pregiudicare il risultato sperato. Vediamo quali.
Stiamo parlando e-commerce, abbiamo intenzione di
entrare a far parte del fantastico mondo di Internet
ma questo non deve far sì che si smetta di iniziare
con un’approfondita analisi del settore in cui vogliamo
intervenire sia navigando in Internet che non. Durante
questo passaggio potremmo entrare in contatto direttamente
o indirettamente con i nostri potenziali concorrenti
della Rete.
Buona norma sarebbe quella di sfruttare tutti i
possibili spunti di riflessione per poter migliorare
o espandere, in futuro, il proprio progetto. Conoscere
i concorrenti è fondamentale.
Si ha l’opportunità di venire a conoscenza dei loro
errori comuni evitando di commetterli nuovamente,
se ci sono prezzari esposti si possono conoscere
meglio i prezzi dei concorrenti del proprio settore
per impostare i propri. Tutto per evitare errori.
La nicchia di mercato, inoltre, potrebbe garantire la possibilità di avere un più stretto rapporto coni propri clienti, un rapporto più personale e continuativo.
Altro aspetto da non dimenticare affatto è che la nicchia andrebbe sfruttata anche dal punto di vista culturale. Dimostrate di essere i migliori nel settore in cui operare non chiedendo al vostro visitatore di comprare e basta. Offrite contenuti inerenti il vostro prodotto, magari articoli scritti da voi o rivisti da un editor o altro consulente. E’ dimostrato che i navigatori sono prima di tutto alla ricerca di contenuti e questo è un fattore da non dimenticare quando si realizza un progetto e-commerce.
Integrazione degli strumenti
Prima dell’avvento di Internet gli strumenti
di comunicazione di massa erano visti separati
gli uni dagli altri, non si sentiva l’esigenza,
soprattutto da parte degli operatori del settore
di integrare ad esempio carta stampata con telefonia
ecc.
Di recente, si sta affermando la tendenza ad
associare Web anche sui pacchettini di piccolo
taglio. Perche’ allora questo radicale
cambio di tendenza?
Se il marketing deve essere visto come uno strumento
per vendere un prodotto alla gente allora bisogna
partire di la’: dalla societa’ che
sta cambiando continuamente. Telefonini che prima
erano a dir poco ingombranti ora maneggevoli
e hanno invaso il mercato, il computer si sta
diffondendo tra tutti coinvolgendo ultimamente
anche le donne che ne erano quasi tagliate fuori,
la Pubblica Amministrazione sta utilizzando sempre
piu’ il pc ecc.
In buona sostanza, quello che sino a qualche
tempo fa era uno strumento estraneo alla nostra
societa’ ormai ne e’ parte integrante.
Chi ha un’attivita’ commerciale
sia on che off line non deve fare a meno di curare
nelle brochures tutto cio’ che riguarda
la propria attivita’ online. Viceversa,
online e’ bene indicare il proprio indirizzo
con numero di telefono.
Una nota: chi vi scrive non ha indicato il proprio
indirizzo fisico sul proprio sito non per una
questione di privacy ma per principio poiche’,
in quanto consulente prettamente online, per
lavorare ho bisogno solo di una connessione web.
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Gli homeworker: lavorare online da casa
Gli homeworkers: lavorare online da casa
Avendo gia’ trattato in un altro articolo l’argomento
della consulenza online, ritengo sia mia dovere
completare il tutto trattando un aspetto non
meno importante: gli uffici remoti.
Chi si occupa di consulenza online in quanto
consulente ha idea del fatto che molte volte
gli uffici remoti si travano in casa (non a caso
spesso parliamo di “homeworkers”, lavoratori
da casa).
Questa particolare categoria di lavoratori domestici
si ritaglia uno spazio all’interno della casa
da poter dedicare solo al lavoro nel miglior
modo possibile, sebbene case sempre piu’ piccole
rendano difficile questo tipo di scelta.
I lavoratori da casa tendono gradualmente ad
aumentare. Bisogna considerare che il notevole
abbattimento di costi permette a molte persone
di potersi avvicinare con gli uffici da casa
al lavoro autonomo a costi contenuti, peraltro
mantenendo piu’ stretti rapporti con i
propri familiari potendo trascorrere piu’ tempo
col loro.
Da homeworker quale sono ormai da qualche tempo
mi permetto di dare qualche dritta in modo tale
che non vengano ripetuti gli stessi errori che
ho commesso io.
Il concetto di spazio assume un valore rilevante
per un homeworker. La maggior parte delle persone
distingue nettamente il luogo dove lavora (ufficio
ecc.) dal luogo del piacere in cui si rilassa
(casa). Nel caso del lavoratore da casa questi
due spazi coincidono poiche’ egli lavora
e trascorre buona parte del proprio tempo comunque
in casa, soprattutto nei mesi invernali.
E’, pertanto, consigliabile dedicarsi
alla vita sociale senza mai trascurarla evitando
facili ed inutili distrazioni dovute all’utilizzo
dei messengers sempre piu’ diffusi sui
posti di lavoro. Provate ad invitare le persone
che contattare a farsi sentire nei momenti in
cui siete liberi, o, per lo meno, non siete al
pc per lavoro. Vi posso assicurare che la maggior
parte accettera’ di buon grado.
Un fattore molto importante per un homeworker
e’ rappresentato dal fatto che il lavoro si svolge
tra le mura domestiche e, per sua natura, potrebbe
ridurre i contatti interpersonali. Pertanto,
sarebbe bene frequentare una palestra, uscire
o fare qualunque cosa che rappresenti vita sociale.
Sara’ necessario costruirsi un ufficio in casa
solo che se si dovesse comprare tutto il necessario
si spenderebbe moltissimo. Ecco allora alcuni
consigli per gli acquisti abbattendo anche i
costi. Il computer e’ fuor di dubbio, d’altronde
lo avete gia’ se mi state leggendo, no?
A questo punto si tratta di aggiungere telefono
e fax. Per il telefono potreste utilizzare un
cellulare, magari un numero solo per il lavoro
in modo tale garantirvi una maggiore tranquillita’
durante il fine settimana disattivando il numero
che usate per il lavoro. Questione di scelte,
io ho un solo numero.
Per il fax, dopo lunghe ricerche online ho avuto
modo di verificare che l’offerta migliore e’
quella di Tiscali, ossia l’invio di fax online
in modo tale da non avere materiale cartaceo.
A proposito, vi consiglio di scaricarvi dal Web
due programmi gratuiti: pdf995 e pdfedit995.
Sono utilissimi per generare file in PDF da poter
inviare magari come fax, riducendo il materiale
cartaceo; una spesa ed un ingombro in meno per
chi lavora in casa con poco spazio.
Altro consiglio. Attivando un’email di Yahoo!
potrete notare varie opzioni, tra di esse anche
invio telegrammi, agenda e block notes. Potrete
scoprire ed utilizzare queste tre risorse a seconda
del vostro modo di lavorare; io, ad esempio,
preferisco l’agenda cartacea piuttosto che quella
elettronica.
Sara’ fondamentale non sottovalutare la risorsa
tempo poiche’ del tempo dedicato ad attivita’
secondarie in realta’ viene tolto all’attivita’
lavorativa principale. Create un file in Excel
per l’orario di tutta la settimana, magari
anche la domenica se vi interessa. Segnatevi
tutti gli impegni che avete regolarmente ogni
settimana in modo tale da poter avere un riferimento
sempre pronto nel caso in cui dobbiate prendere
un appuntamento. A questa potrete aggiungere
una comune agenda cartacea da poter usare anche
a pc spento anche per annotazioni ed altro.
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