Cosa sono i weblog ed i b-blog?

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Con una traduzione letterale potremmo dire che i weblogs sono dei “diari di bordo”. In effetti, sono dei veri e propri diari online in cui i responsabili degli stessi inseriscono considerazioni e pensieri di ogni genere.

I blogs, questa e’ l’abbreviazione del termine weblogs precedentemente usato, sono molto diffusi sulla Rete e in molti casi si possono ottenere gratuitamente scegliendo poi tra piu’ modelli quello da applicare al proprio blog. Chi vi parla, per esempio ne gestisce due e non ha mai speso un centesimo.

I b-blogs sono una categoria specifica di blogs. La “b” sta per business. In questo caso il blog viene associato ad un sito web a carattere commerciale. In questo modo si aumentano i canali di comunicazione con il proprio target, aumenta la propria presenza in Rete e si possono comunicare piu’ rapidamente delle novita’ sui propri prodotti al proprio target.

Potremmo anche costruirci un blog con l’aiuto di un web designer ma se non ne avessimo voglia potremmo rivolgerci a dei siti tramite i quali costruirci quanti blogs vogliamo in pochi minuti tramite dei modelli in Rete.

Luisa Carrada (www.mestierediscrivere.com ) consiglia di rivolgersi ai seguenti:

* Blogger (www.blogger.com )

* Splinder (www.splinder.it)

Oltre questi due servizi gratuiti sappiate che online sono disponibili molti altri siti grazie
  ai quali poter creare un proprio blog per poter comunicare con gli altri, lasciando il proprio indirizzo e-mail visibile, impostando dello scambio link per il ranking (posizionamento) del sito stesso ed altro ancora. Insomma, potete sbizzarrirvi nel Web senza dover usare programmi particolari oltre il browser che gia’ usate per navigare
  in Internet.

Il motivo della diffusione dei blogs sta probabilmente nel fatto che permettono di far avvicinare del pubblico che non si sarebbe interessato ad altri servizi. Basti pensare ai weblogs offerti da Aruba (www.aruba.it ).

Nel caso in cui aveste bisogno di un weblog per motivi commerciali e’ consigliabile
 che vi procuriate un dominio a pagamento e NON gratuito poiche’ correreste un serio pericolo di essere oggetto di attacchi da parte di spammers. Nell’ipotesi in cui costoro fossero statunitensi,  si avrebbero difficolta’ legali nel risistemare tutto e sarebbe anche difficile seguire una pratica a livello internazionale.

Si risparmiano molte noie spendendo (investendo…) qualcosina all’anno. Non vi pare?

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Usabilita’: a cosa serve

Posted in: Servizi Web Marketing, Usabilità, consulenza online |

Da un punto di vista classico, l’analisi di usabilita’ di un sito Web prevede lo studio di molti aspetti tecnici: si verifica che il sito sia compatibile con i vari browser in tutte le versioni possibili e immaginabili ma un approccio piu’ umanistico cambia tutto.

Pur essendo vero che sono i browser a dover “usare” il sito, e’ anche vero che e’ l’utente (l’uomo) che effettua tutte le regolazioni che reputa opportune alla macchina. Ossia, il prodotto che i Web designer realizzano dovrebbero essere molto piu’ “human
  oriented
“.

In commercio esistono molti testi sull’usabilita’ e online e’ possibile trovare link e newsletter, prima fra tutte quella di  J. Nielsen L’aspetto fondamentale che dovrebbe curare chi si avvicina all’usabilita’ come web designer, per passione o, come chi scrive, per occuparsene in modo diretto, e’ quello di cercare di  mettersi nei panni del potenziale utente quanto piu’ possibile.

I risultati migliori si ottengono con dei test sul campo ma molte ditte che non vogliono investire sul Web non vorranno riversare delle proprie risorse di tempo e denaro in test di prototipi su carta o rispondere ad interviste. Le PMI italiane non sono ancora aperte a  queste nuove realta’ in modo completo, ci vorra’ del tempo ma siamo sulla strada giusta.

J. Nielsen in un suo articolo parla di come si puo’ eseguire un’analisi di usabilita’ per un prezzo di circa duecento dollari in poco tempo. Una risposta interessante per un mercato in cui c’e’ poca richiesta o la richiesta deve ancora maturare. Non vi pare?

Un modo per imparare a migliorare l’usabilita’ di un sito e’ quello di imparare a riflettere. Come? Leggendo, leggendo, leggendo…

  I primi tempi e’ difficile ma poi diventa piu’ semplice perche’ si acquisisce padronanza con il ragionamento seguito da chi si occupa di analisi di usabilita’.

Oltre la newsletter di J.  Nielsen di cui ho parlato sopra esistono altri link  di riferimento, ognuno interessante per un motivo particolare: Usabile.it
  Sito in italiano con articoli e altro materiale su usabilita’ e accessibilita’. Da ammirare per la cura prestata alla ricerca della semplicita’ badando  maggiormente ai contenuti.

Webusabile.it
  Sito in italiano con approfondimenti ed un interessante newsletter. E’ un riferimento di carattere prettamente tecnico la cui lettura e’ forse preferibile per chi ha gia’ delle nozioni di base. In successivi articoli sullo stesso argomento si potra’ scendere piu’ nel dettaglio affrontando i vari aspetti dell’analisi di usabilita’ effettuata da un esperto di Web marketing.

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Tecniche base dello scrivere per il Web

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Sebbene nel Web Marketing esistano due
  aree distinte per i contenuti e per l’ottimizzazione di un sito, oggi i Motori di Ricerca
  sono orientati a valorizzare sempre piu’ i contenuti rispetto alla grafica.

La capacita’ di chi realizza e aggiorna i contenuti non sta solo nel trovare qualche frase ad effetto ma nel trovare la giusta combinazione tra questo tipo di cose e le esigenze dei Motori di Ricerca.

La capacita’ di realizzare romanzi bellissimi chiaramente non appartiene a tutti ma tutti, con l’esercizio, possono acquisire le principali tecniche per scrivere on e offline.

Ebbene si’, perche’ esistono molteplici differenze tra lo scrivere per il Web ed altre forme di scrittura per vari motivi dovuti allo strumento utilizzato per comunicare (il monitor sostituisce la carta stampata), il pubblico che in media si rivolge al Web e’ diverso rispetto a chi magari legge il quotidiano comprato in edicola ecc. ecc.

Sulla base di queste ed altre differenze si imposta il diverso approccio con la scrittura per Internet.  Saro’ quanto piu’ schematico possibile:

1) E’ preferibile scrivere testi tendenzialmente piu’ brevi di quelli che  si scriverebbero per la carta stampata. E’ stato verificato che si legge piu’ lentamente e con maggior
  fatica davanti al monitor piuttosto che davanti ad un  libro/giornale. Se il lettore si affatica prima anche la  sua soglia d’attenzione cala prima, per questo, un testo  piu’ breve sara’ anche piu’ comodo.  Non si dimentichi che sul Web e’ presente un’enormita’ di  documenti per ogni argomento, pertanto, il lettore/navigatore sara’ piu’ propenso a sfogliare vari documenti sino ad  identificare quello di maggior interesse piuttosto che a
  leggerne uno (magari anche lungo) per intero per poi  notare che non soddisfa a pieno le proprie esigenze.

2) Scrivere un testo a “piramide invertita“.  Questo secondo punto e’ una delle soluzioni trovate per far fronte alla concorrenza presente online in fatto di documenti di tutti i generi. Se si vuol catturare sin dall’inizio l’attenzione del lettore/navigatore bisogna collocare sin dall’inizio il fulcro attorno al quale ruotera’ tutto il discorso trattato nel nostro documento.  Chi sta davanti al monitor non ha tempo, voglia (e forse neppure i soldi) per leggere tutte le argomentazioni che  si tratterebbero in una premessa. Meglio andare subito al succo del discorso. Questo aspetto e’ anche molto  rilevante in relazione ai Motori di Ricerca, ma non cambiamo argomento.

3) Evidenziare le parole chiave. Un altro modo per cogliere l’attenzione del lettore/navigatore e’ quella di evidenziare le parole chiave in grassetto,  sottolineandole e in corsivo. Con quei marcatori di cui abbiamo appena parlato, il lettore/navigatore potra’ rendersi conto piu’ facilmente e rapidamente se il testo che ha davanti lo puo’ interessare o meno. E’ stato evidenziato che la tendenza di chi legge sul monitor del
  proprio pc (in particolar modo durante la connessione al Web) e’ quella di leggere solo una parte del documento utilizzando come riferimento le parole segnate in grassetto o altro modo. Perche’ mai dovremmo perdere  l’opportunita’ di veicolare l’attenzione del navigatore  dove a noi fa piu’ comodo? Mi riferisco, in paraticolar modo, ai siti commerciali.

Chi volesse iniziare ad imparare a scrivere per il Web non puo’ fare a meno di visitare il sito di  Luisa Carrada mestierediscrivere.com e, a partire da quello, giungere ad altri link molto  interessanti.

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Scelta del nome a dominio

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Il miglior nome per il vostro sito

Quanti di voi sono gia’ diventati genitori non
  potranno fare a meno di ammettere forse che tra
  le prime cose che si decidono in merito ad un
  figlio c’e’ proprio il nome.

Quando si tratta di un progetto web bisogna subito
  fare una distinzione tra chi ha gia’ un’attivita’
  off line e vuole riportarla in Rete e chi vuol
  iniziare dal nulla facendosi conoscere dai navigatori.

Per quanto riguarda il primo gruppo, e’ consigliabile
  mantenere lo stesso nome sia per l’attivita’
  online che per quella off line in modo tale che
  una sia il supporto dell’altra e viceversa. Peraltro,
  la notorieta’ dell’attivita’ off line puo’ gia’
  garantire una certa dose di traffico iniziale.

Si badi bene in proposito che non bisogna aspettarsi
  che i navigatori effettuino le ricerche nei Motori
  di Ricerca o nelle Directories impostando il
  nome della ditta cercata. Si utilizzano quasi
  sempre nomi generici tipo “scarpe ginnastica” ed
  altri. Fanno eccezione riferimenti a marche molto
  note a livello internazionale e nazionale ma
  questo caso deve quasi sempre essere escluso
  dalla nostra portata.

Cio’ significa che dovremo sempre e comunque
  ottimizzare il nostro sito per le parole e frasi
  chiave d’interesse con l’aiuto di un consulente
  web marketing in modo tale da non commettere
  errori che ci costerebbero caro. Sto parlando
  del cosiddetto spamdexing che spesso porta i
  Motori di Ricerca ad intervenire cancellandoci
  dal proprio data base o facendoci scendere nella
  propria graduatoria e quindi allontanandoci dai
  nostri potenziali clienti.

Chi non ha gia’ un’attivita’ off line potrebbe
  teoricamente sbizzarrirsi ma e’ meglio che non
  lo faccia. Perche’? Perche’ anche con il nome
  dovremmo fare in modo tale da poter colpire l’attenzione
  del cliente, rimanere impressi nella sua mente,
  metterlo in condizioni tali di ricordarsi di
  noi e di ricontattarci.

Immaginate di voler colpire un’utenza prettamente
  italiana attribuendo un nome arabo al vostro
  sito, con pronuncia difficoltosa. Chi si ricordera’
  di voi? Chi riuscira’ a ricontattarvi? E cosa
  fare poi con chi usa trattini vari nel mezzo
  del nome? Provate a leggere questi due: danilo-chiantia
  e danilochiantia.

Pronunciati nello stesso modo ma con un trattino
  in mezzo che puo’ essere benissimo dimenticato.
  E i numeri? Provate ancora a leggere questo:
  1pertutti e unopertutti. Nella lettura e’ cambiato
  qualcosa? Eppure nel testo si’. Sono fattori
  su cui riflettere perche’ il navigatore dovra’ “scrivere” per
  poterci contattare.

Riflettete!

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Indicizzazione siti Web: rischi

C’e’ una differenza sostanziale tra indicizzare un sito e credere di saperlo fare. Sarebbe troppo facile scrivere “trovate il link di ogni motore di ricerca a chi vuole indicizzare il proprio sito e basta. Andiamo per gradi.

Innanzitutto l’indicizzazione non e’ obbligatoria al cento per cento. Per quanto riguarda le Directory dovrete obbligatoriamente chiedere l’inserimento del vostro sito ai responsabili delle banche dati a cui vi rivolgerete. Il vostro sito sara’ valutato con attenzione potendo essere rifiutato per vari motivi (contenuti trattati ed altro). Dovrete fornire un unico URL, quello della home page evitando di tentare di indicizzare altre pagine poiche’ alcune Directory potrebbero cancellarvi dal proprio data base.

Se per le Directory e’ d’obbligo fare qualcosa, nel caso dei Motori di Ricerca potreste anche non far nulla, poiche’ le pagine del vostro sito verranno inserite nella banca dati dei Motori di Ricerca grazie al passaggio continuo degli “spider” da un link all’altro. Peraltro, alcuni esperti di ottimizzazione hanno notato che aspettare il passaggio degli spider invece di chiedere l’indicizzazione delle proprie pagine Web favorisce il posizionamento dei siti Web.

Se andassimo alla pagina Web http://www.google.it/ noteremmo che in basso e’ indicato il numero di pagine presenti nel Motore Google. In una directory saranno indicati sempre i siti e non le singole pagine Web.

L’indicizzazione in un Motore di Ricerca puo’ essere effettuata anche piu’ volte, o meglio, si possono indicizzare piu’ pagine Web dello stesso sito seppur con molta cautela per non rischiare di vedere il proprio sito scendere nel ranking anziche’ salire. Fatto sta che l’indicizzazione di una stessa pagina per piu’ volte non ha alcun effetto negativo. Come dire: se pensavate di togliere di mezzo qualche concorrente scomodo in questo modo allora fate prima ad ottimizzare il vostro sito per superarlo perche’ gli algoritmi dei Motori sono ogni giorno piu’ potenti…

Un consiglio per concludere: evitate i FFA (Free For All) poiche’ la presenza stessa di un vostro link in liste del genere danneggerebbe il vostro posizionamento. Piuttosto dedicate il vostro tempo alla ricerca di siti con cui impostare proficui scambi link.

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Internet e’ molto meno virtuale di quello che crediamo

In linea di massima la gente tende a porre una
  netta linea di divisione tra tutto quello che
  riguarda il Web (il virtuale) ed il resto (il
  reale).

Questo modo di vedere le cose, soprattutto se
  dovete gestire un’attivita’ e-commerce,
  vi potrebbe creare grossi problemi poiche’ parte
  dal presupposto errato che non esista un responsabile
  di un sito.

Cosi’ come esistono dei clienti che comprano
  online, ci sono anche dei soggetti che sono (devono
  essere) responsabili di quanto accade ai propri
  clienti, devono esserne il riferimento potendo
  essere contattati tramite e-mail, telefono, chat
  o nei modi che preferiscono.

Il Customer Relationship Management (Gestione
  delle relazioni con i clienti ) insegna come
  gestire i rapporti online, prestando attenzione
  a fattori precedentemente trascurati poiche’ offline
  i livelli comunicativi sono diversi. Il fatto
  stesso di essere faccia a faccia porta l’acquirente
  ed il venditore a comportarsi in modo completamente
  diverso rispetto a quanto accade online.

Effettuando delle ricerche di Web Marketing
  si e’ notato che un fattore fondamentale
  e’, pertanto, rappresentato dalla personalizzazione
  dell’offerta commerciale. Non a caso si
  sente anche parlare di “geomarketing”,
  ossia del marketing adattato alle esigenze di
  un certo territorio.

I responsabili di siti di e-commerce di nicchia
  possono permettersi anche qualcosa in piu’:
  il one-to-one marketing, ossia il marketing adattato
  alle esigenze di ogni cliente. Avendo una potenzialita’ del
  genere, non sfruttare questa fortuna potrebbe
  essere un errore poiche’ il one-to-one
  marketing sarebbe il primo passo per l’espansione
  del proprio business online.

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Quante volte va ottimizzato un sito

Il servizio di ottimizzazione che viene richiesto al consulente Web Marketing, in linea di massima viene applicato una volta sola. Delle pagine Web vengono ottimizzate regolarmente per un periodo prolungato solo nel caso in cui venisse chiesto il posizionamento del sito stesso.

Nel primo caso, le pagine Web vengono riviste nel rispetto dei principi base dell’ottimizzazione per migliorare tendenzialmente i risultati che si possono ottenere in Rete. Nel secondo caso, invece, tutto e’ basato su quello che preferiscono (mi si lasci passare il termine) i Motori di Ricerca in un determinato periodo. Ad esempio, Google potrebbe favorire siti Web con titoli che hanno un numero di parole compreso tra quattro ed otto ecc. ecc.

La capacita’ dell’ottimizzatore sta nel mantenersi costantemente aggiornato e nel saper testare i siti Web dei propri clienti. L’analisi regolare delle statistiche dei propri siti, l’utilizzo sapiente di potenti software come Web Position Gold 2 e l’aggiornamento online permettono di affrontare i lavori dei propri clienti con disinvoltura.

Una riflessione e’ d’obbligo. Gli algoritmi che sono alla base dei Motori di Ricerca cambiano di continuo e, per questo, non possiamo affermare che in realta’ esista un ottimizzazione universale da mettere in atto una volta sola. Ideale e’ quanto si fa per il posizionamento: il sito viene ottimizzato di continuo adattandolo sempre alle nuove esigenze dei Motori di Ricerca.

A conti fatti, gli investimenti nei Motori di Ricerca (parlo di ottimizzazione, posizionamento ecc.) risultano molto piu’ convenienti di molti altri investimenti in Keyword Advertising da prendere in seria considerazione nel caso in cui si volesse promuovere un sito in Flash senza una versione alternativa in HTML.

Peraltro, i costi del posizionamento sono ben compensati dal ritorno economico che se ne riceve in cambio. Nel caso del Keyword Advertising, invece, dovrete considerare che una porzione dei click che comprerete andranno persi (saranno di navigatori non interessati) ma avrete pagato comunque. Con il posizionamento potrete ricevere quanti click vorrete, non fara’ alcuna differenza.

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Le nicche: una risorsa poco sfruttata

Una volta individuata la nicchia di nostro interesse, dipenderà dalle nostre capacità saperne sfruttare le risorse al cento per cento delle proprie potenzialità. Il miglior modo per rassicurare tutti sarebbe quello di dire che esistono delle soluzioni standard per far sì che il proprio progetto sia vincente in Rete. Purtroppo non è così. Nell’impostazione di un progetto, esistono, però, degli errori che non andrebbero commessi per pregiudicare il risultato sperato. Vediamo quali.

Stiamo parlando e-commerce, abbiamo intenzione di
entrare a far parte del fantastico mondo di Internet
ma questo non deve far sì che si smetta di iniziare
con un’approfondita analisi del settore in cui vogliamo
intervenire sia navigando in Internet che non. Durante
questo passaggio potremmo entrare in contatto direttamente
o indirettamente con i nostri potenziali concorrenti
della Rete.

Buona norma sarebbe quella di sfruttare tutti i
possibili spunti di riflessione per poter migliorare
o espandere, in futuro, il proprio progetto. Conoscere
i concorrenti è fondamentale.
Si ha l’opportunità di venire a conoscenza dei loro
errori comuni evitando di commetterli nuovamente,
se ci sono prezzari esposti si possono conoscere
meglio i prezzi dei concorrenti del proprio settore
per impostare i propri. Tutto per evitare errori.

La nicchia di mercato, inoltre, potrebbe garantire la possibilità di avere un più stretto rapporto coni propri clienti, un rapporto più personale e continuativo.

Altro aspetto da non dimenticare affatto è che la nicchia andrebbe sfruttata anche dal punto di vista culturale. Dimostrate di essere i migliori nel settore in cui operare non chiedendo al vostro visitatore di comprare e basta. Offrite contenuti inerenti il vostro prodotto, magari articoli scritti da voi o rivisti da un editor o altro consulente. E’ dimostrato che i navigatori sono prima di tutto alla ricerca di contenuti e questo è un fattore da non dimenticare quando si realizza un progetto e-commerce.

I Motori di Ricerca: cosa sono e cosa si puo’ prevedere per il futuro

Nel Web sono disponibili moltissimi dati che pero’
non significherebbero nulla se non ci fossero degli
strumenti che ne permettono la catalogazione e la
ricezione da parte dei navigatori. Sto parlando
fondamentalmente dei Motori di Ricerca e
delle Directory

I primi si caratterizzano in quanto
dispongono di spider (detti anche robot)
che navigano continuamente per il Web seguendo i link ed
aggiornando il data base del Motore cui fanno riferimento.
Il responsabile di un sito puo’ anche registrare un
sito in un Motore di Ricerca ma, dal
punto di vista del posizionamento, e’
sconveniente poiche’ si ottengono migliori risultati
aspettando che lo spider visiti il proprio sito.

Le Directory si basano su una logica
completamente differente, in quanto dipendono unicamente
dal lavoro di persone che valutano ed inseriscono, in
ogni categoria, i vari siti proposti da ogni responsabile
del sito. Ossia, in questo caso tutto parte dalla
proposta del web master (o chi per lui) che chiede ad una
Directory di valutare il proprio sito Web e di inserirla
in una categoria indicata.

Un sito Web viene inserito comunque in un Motore di
Ricerca, mentre i responsabili delle Directory possono
tranquillamente rifiutare l’inserimento di un sito.
Sappiate che esistono dei criteri in base ai quali un
sito puo’ essere rifiutato o meno.
Nel caso di DMOZ,per
esempio, ogni categoria viene descritta in modo tale che
sappiate quali devono essere le principali
caratteristiche di ogni categoria. Inoltre, potrete
trovare una sezione introduttiva che ridurra’ al
minimo il rischio di errori.
Per quel che riguarda Yahoo!
la situazione e’ diversa innanzitutto perche’
non viene indicata la descrizione di ogni sezione ma si
puo’ vedere solo il cosiddetto “strillo”
che evidenzia il percorso che porta alla sezione finale.
E’ bene seguire alcuni criteri base
per evitare brutte sorprese poiche’ e’ molto
difficile che gli esaminatori di Yahoo! riprendano in
considerazione un sito che hanno precedentemente scartato.
Alcuni criteri da seguire sono i seguenti: - evitare di
registrare in Yahoo! un sito con pagine in costruzione;
-il sito deve poter rispondere alle cinque “w”,
ossia, who, what, where, when, why (traducendo: chi, che
cosa, dove, quando, perche’);
-nella pagina in cui si parla del “dove” e’
bene indicare un riferimento fisico e non solo virtuale,
soprattutto nel caso di attivita’ commerciali.

Attualmente esistono moltissimi Motori di Ricerca
e alcune Directory importanti
.
Quattro Motori controllano circa l’ottanta per cento
del traffico online.
Si tratta dei seguenti Motori:
Google;
Fast
Altavista;
Inktomi

Per quel che concerne le Directory la
situazione ideale si raggiunge essendo inseriti in:
DMOZ e Yahoo! pioche’
molti Motori si basano anche su queste Directory per
“completare” il proprio data base. Bisogna
stare molto attenti quando si effettua una registrazione
presso una Directory complementare (perche’
di settore o per altro motivo) poiche’ molti Motori
e Directory minori sono solo delle esche per
raccogliere dati (in prevalenza e-mail) all’insaputa
degli utenti. Donde evitare di trovarvi con la casella di
posta principale colma di e-mail (spam) e’
preferibile registrarsi presso Motori e Directory
sospetti utilizzando una mail come hotmail.com
o yahoo.it in modo tale da poterla gestire
via Internet ma senza troppi fastidi quando scaricate la
posta.

La tendenza per il futuro sta gia’
tutta nell’analisi della situazione attuale con
quattro Motori di Ricerca attorno ai
quali ruota l’ottanta per cento del traffico del Web.
Nel tentativo di contrastare questa forza, i “competitors”
minori si stanno accorpando sempre piu’ spesso
unendo i propri data base. Per questo e’ necessario
mantenersi molto aggiornati in merito agli accordi tra i
vari Motori facendo riferimento a forum come
WebMasterWorld.com e altri nazionali tra cui quello del
sito HTML.it

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Le mappe dei siti Web

In siti web che richiedono immagini grandi,
  che tendono a coprire tutto il monitor o quasi
  si tende in alcuni casi a scegliere l’utilizzo
  delle mappe al posto dei link testuali.

Visto e considerato che stiamo considerando questi
  fattori in relazione al posizionamento nei Motori
  di ricerca dobbiamo considerare un principio
  fondamentale: il fatto che un immagine o altro
  risulti comodo/usabile per i navigatori non significa
  affatto che cio’ posso avvenire anche per i Motori.

Tagliamo corto! Quando c’e’ un imagemap i Motori
  non seguono i collegamenti che noi come navigatori
  seguiremmo.

Soluzione?

Basta non usare Imagemap ma solo delle immagini
  accompagnate da link testuali. Molto probabilmente,
  per chi vuol ottenere qualcosa di eccellente
  potrebbe essere utili l’utilizzo dei CSS.

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